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IL PAESE DALLE PORTE DI MATTONE

di Giulia Morgani

Il paese dalle porte di mattone

Il paese dalle porte di mattone di Giulia Morgani
Genere: Narrativa
Editore: Harper Collins
Pagine: 336
Edizione: 14 Maggio 2020

a cura di Rosa Zenone

Bentrovati cari lettori,
oggi vi parlerò di un libro appena uscito, Il paese dalle porte di mattone di Giulia Morgani, ma soprattutto voglio rendervi partecipi del massimo entusiasmo che mi ha suscitato, già leggendo la trama le mie aspettative erano alte, ma devo dire che è stato in grado di superarle e lasciarmi piacevolmente sbalordita. Ergo vi consiglio spassionatamente di leggerlo, non ve ne pentirete.

Sinossi

Giacomo Marotta è un giovane ferroviere. La guerra è finita da poco e lui ha appena ricevuto un nuovo incarico: sarà il capostazione di Centunoscale Scalo, un paese di un centinaio di abitanti, un luogo che Giacomo immagina come un’oasi di pace e serenità. È l’inizio di una nuova vita e di un futuro che si prospetta luminoso. Ma l’accoglienza che riceve non è quella che si aspetta: non è ancora sceso dal treno che lo porta a destinazione quando una donna gli dice, con uno sguardo ostile e ferino, che non è il benvenuto lì, che a Centunoscale se la possono cavare da soli. Questo è solo il primo di una serie di incontri inquietanti. Incontri che portano con sé mille domande e interrogativi, mettendo a dura prova l’entusiasmo del giovane capostazione. Chi sono davvero i suoi padroni di casa? E chi è il bambino, i capelli grigi come cenere, che vaga per le strade di Centunoscale? E perché quelle case diroccate, quei muri angoscianti di mattone? Cosa nascondono i paesani? Quale terribile segreto si cela dietro ai silenzi e alle stranezze di Centunoscale Scalo?

Recensione

Siamo in un passato imprecisato ma suggestivo e palpabile, protagonista è Giacomo Marotta, giovane solare ed entusiasta, pieno di buoni propositi e ottimismo per il suo futuro. Egli ha infatti ottenuto una promozione come capostazione di un piccolo paese centromeridionale, Centunoscale, e si avvia fiducioso verso il posto dove dovrà prendere servizio. Proprio dal suo viaggio in treno verso il paese prende avvio la narrazione.

Giacomo tenta di conversare con una donna che è nella sua stessa carrozza e che scopre essere una sua futura compaesana, ma la reazione della stessa non può certo dirsi accogliente e calorosa.

«Non aspettiamo nessuno, non abbiamo bisogno di nessuno. Scendete alla stazione dopo e tornate indietro, prima che sia troppo tardi.»

Ella, di nome Ginevra, pronuncia frasi inquietanti ed enigmatiche, quasi oracolari, senza fornire alcuna spiegazione. Ma non è la sua unica stranezza, poiché la stessa trasporta un fagotto dal contenuto ignoto e due brocche d’acqua, che incuriosiscono il protagonista e il lettore.

Già da tale incipit cominciano a farsi strada numerose domande, che saranno solo le prime di una lunga serie. Inoltre si comincia a intuire, da questo primo contatto, come le aspettative radiose di Giacomo saranno deluse, infatti si troverà immerso in un paesaggio buio e nebbioso e in mezzo ai suoi strani quanto misteriosi abitanti.

Le descrizioni di Centunoscale sono suggestive e in grado di immergerci completamente, facendo sentire sulla pelle del lettore l’atmosfera angosciante e tutte le sensazioni che prova il protagonista nell’aggirarvisi, la scrittura di Giulia Morgani infatti riesce a coinvolgere totalmente i nostri sensi e a proiettarci lungo quelle strade.

La struttura di pietra gli si palesò davanti come materializzata dal nulla: una casa di due piani alquanto malridotta. Le finestre accecate da spesse assi di legno suscitarono in Giacomo una moltitudine di curiosi interrogativi. A mano a mano che si avvicinava, avvertiva un odore acre che divenne via via più pungente fin quando, proprio vicino alla casa, svanì del tutto.

Estremamente inquietante appare la casa con le finestre inchiodate in cui Giacomo dovrà alloggiare, e ancor meno rassicuranti i loschi movimenti notturni dei due padroni: Basilio e Pantaleno, due fratelli, dai tratti alquanto rustici, di poche parole e ben attenti ai movimenti del capostazione all’interno dell’abitazione, una villa rifuggita da tutti gli altri e attorno alla quale aleggiano strane credenze e superstizioni.

Ma Basilio e Pantaleno sono solo due della folta e curiosa schiera di personaggi di Centunoscale. Tutti, estremamente caratterizzati e nitidi, si lasciano scrutare nell’aspetto, nei movimenti, riuscendo a imprimersi nella mente e a intrigare, grazie alla spiccata fantasia scrittoria dell’autrice che nel delinearli manifesta tutta la propria abilità.

Personaggio degno di menzione è Roberto, bambino solitario e dai capelli grigi, che non potrà non sollevare mille interrogativi, come d’altronde qualunque altro personaggio ci troveremo a incrociare nell’angusto paese.

La penna dell’autrice crea una scenografia straniante, per certi versi torbida, sospesa tra realtà e irrealtà, corredata di innumerevoli stranezze, tra cui una in particolare e centrale nella trama, la presenza di un muro di mattone dentro ogni casa a delimitarne una parte.

In tutte le case, al secondo piano, bruscamente si passava dalla pietra a un rettangolo di mattoncini che chiudevano lo spazio, benché a giudicare dall’estensione del tetto e del muro esterno, la superficie continuasse.

Sempre più dubbi inerenti l’insolito paese cominciano a circolare nella mente del protagonista, dubbi ai quali nessun compaesano sembra voler dare una risposta. L’atteggiamento omertoso dei personaggi contribuisce a creare e ad accrescere il clima di suspense, lasciando a lungo in sospeso i chiarimenti. La domanda su cosa sia successo a Centunoscale aleggerà a lungo, inchiodandoci alla lettura.

In un’alternanza di voci narranti, tra quella extradiegetica incentrata sui movimenti di Giacomo che cerca di capirne qualcosa di più, e quelle intradiegetiche dei personaggi, pian piano tutti i tasselli torneranno al proprio posto permettendoci di svelare ogni arcano del paese e dei suoi abitanti. Lo svolgimento della trama non si rivela assolutamente banale e ci riserva imprevedibili sorprese, riuscendo a catturare il nostro interesse dalla prima fino all’ultima pagina.

Giulia Morgani plasma ex novo un vero e proprio microcosmo da esplorare e scoprire, dove la curiosità domina incontrastata e ci trascina con sé nel testo, riuscendo completamente a travolgerci e a coinvolgerci, vi sembrerà davvero di aver camminato per Centunoscale e averne incontrato gli abitanti. Effetti ottenuti grazie a una prosa scorrevole ma accurata in ogni punto e che riesce ben a districarsi nella propria storia.<

Il paese dalle porte di mattone è un libro incredibilmente appassionante ed enfatico, uno di quei libri dai quali non ci si riesce a staccare e che al termine lasciano un profondo senso di vuoto. La sua lettura mi ha provocato non solo un’escalation di entusiasmo, ma ha risvegliato in me una svariata tipologia di emozioni e sensazioni.  Non lasciatevi sfuggire l’occasione di un giro a Centunoscale quanto prima possibile, sarà un’esperienza irripetibile.

(…) l’albero squarciato. La parte che era stata strappata via da un fulmine non sarebbe mai ricresciuta, ma il tronco si era arrotondato e aveva inglobato lo squarcio. Nonostante l’enorme cicatrice che suggeriva fosse morto, l’albero ora aveva delle foglioline sui rami. Anche se feriti si poteva continuare a vivere e a germogliare. Perché non avrebbe potuto essere così anche per gli abitanti di Centunoscale Scalo?

Il nostro giudizio:

TramaVoto 5/5

StileVoto 5/5

PiacevolezzaVoto 5/5

CopertinaVoto 5/5

Voto finaleVoto 5/5

Giulia Morgani

Nata a Salerno, è attrice e sceneggiatrice. Si laurea in Scienze della Comunicazione a Roma dove attualmente vive. Completa il suo percorso universitario alla Bocconi di Milano. Allieva della Scuola Holden, ha collaborato alla stesura di numerose sceneggiature. Nel 2015 scrive e interpreta il film Il guardiano del ghiaccio, venduto anche all’estero. Il paese dalle porte di mattone è il suo primo romanzo

Si ringrazia la casa editrice per averci cortesemente fornito il materiale.