LA RAGAZZA CHE ASCOLTAVA DE ANDRÉ

di Sandra Faè

“La ragazza che ascoltava De André” di Sandra Faè
Genere: Narrativa italiana
Editore: Maratta Edizioni
Pagine: 204
Edizione: 5 maggio 2020

a cura di Rossana Bizzarro

Buongiorno amici lettori, oggi vi proponiamo “La ragazza che ascoltava De André” di Sandra Faè, una storia densa di significati importanti, in cui i sentimenti sono i protagonisti principali.
Attraverso le diverse vicende della dolce e sensibile Carlotta, scopriremo cosa significa davvero vivere accettandosi per come si è e quali sono le cose e le persone che effettivamente ci rendono felici.
Non mi resta che augurarvi buona lettura!

Sinossi

Carlotta ama De André, una passione ereditata dal padre e ama Umberto, una passione finita male dal momento che lui l’ha lasciata. Per consolarsi si butta sul lavoro e sui macaron. Alternando i capitoli al presente e al passato, sarà una tragedia ben più grande a farle capire che quello che conta spesso si nasconde in ciò che viene dato per scontato. In compagnia di una strampalata famiglia, tra il negozio e i vestiti vintage della madre e dinamiche complesse, si riconoscono i tratti tipici delle donne, in bilico tra dramma e ironia, ogni giorno più consapevoli.

Recensione

I treni perfetti passano una sola volta nella vita, tocca riconoscerli, salire in carrozza ed essere in due a voler fare proprio quel viaggio insieme, costi quel che costi.

Quante volte ci siamo disperati per qualcosa che credevamo fosse davvero importante per noi ma che in realtà non lo era?
Quante volte, abbandonati o lasciati dalla persona amata, abbiamo pianto, ci siamo demoralizzati, ci siamo sentiti delusi e demotivati salvo poi comprendere che non si trattava della persona che stavamo aspettando da tutta una vita?
Quante volte ci siamo affezionati a qualcuno che, al contrario di noi, non ci teneva, non pensava ai nostri bisogni, ai nostri desideri?

È quello che succede anche a Carlotta, una donna in continua lotta con il suo aspetto fisico che fatica ad accettare, con le sue incertezze e i suoi timori, appassionata di De André e dei macaron.

Non sono il tipo di persona che risolve le situazioni con le lacrime, ne faccio un uso assai parsimonioso, in pratica solo ai funerali. Quindi adesso non piango per Umberto, ma questo non significa affatto che io non sia triste, esprimo il mio umore in maniera differente: rimpinzandomi di macaron e attaccandomi a De André, che ascolto a palla mentre faccio la doccia.

Dopo la fine della sua storia con Umberto, Carlotta, come dopo ogni rottura, è infelice, triste al solo pensiero di essere ritornata single e di non avere nessuno con cui parlare della propria giornata, di ciò che di bello o brutto è successo, di non poter più condividere le proprie passioni e di essere consapevole che dopo il lavoro non ci sarà nessuno ad aspettarla.

Sono tornata single all’improvviso e non ero preparata allo tsunami emotivo che si è abbattuto sulla mia vita, che ha deciso di remarmi contro lasciandomi infreddolita e priva di scialuppa.

Sarà a causa di un tragico evento che la donna capirà cosa davvero conta nella vita, chi è importante e chi invece è solo di passaggio.

“La ragazza che ascoltava De André” è un appassionante, emozionante ma anche divertente romanzo di Sandra Faé, è una storia che induce il lettore a pensare come spesso siano futili le cose a cui ci si ostina a rimanere legati, a come a volte ci si sente talmente feriti dall’abbandono di qualcuno che poi non era così importante, da non guardarsi intorno.

L’autrice è molto brava nel coinvolgere il lettore dall’inizio fino alla fine narrando e descrivendo non solo momenti attuali ma alternandoli a ricordi, episodi e situazioni passate, così da rendere molto più semplice al lettore la conoscenza dei vari personaggi. In effetti vengono svelati i loro punti deboli, verità mai conosciute, vecchi rancori ma anche momenti felici in cui nulla sembrava potesse distruggere quella felicità.
Inoltre, efficace è anche l’inserimento di frasi di canzoni del grande De André, che rendono meglio e perfettamente l’idea di ciò che in quel momento si sta narrando e di cosa provano le varie figure in quel preciso istante.

Tutti i personaggi sono dotati di caratteristiche e personalità diverse, che contribuiscono a renderli autentici.

Carlotta è una donna che all’inizio può sembrare fragile, insicura, che si accontenta di ciò che la vita le regala senza lottare per quello che vorrebbe davvero ma in realtà dimostra una forza e una determinazione incredibili. In effetti, durante la narrazione, la donna intraprende un vero e proprio viaggio interiore che la porta ad avere una maggiore consapevolezza del suo valore, delle sue capacità, accettando finalmente il suo corpo, che per anni ha visto come un nemico.

In continua lotta contro il carattere stravagante ed impetuoso della madre Gisella, con il tempo si renderà conto che dietro quella sua esuberanza, quella sua voglia di essere sempre perfetta e quella sua particolare attenzione per l’aspetto fisico, si cela una donna dolce, che ha quasi paura dell’età che avanza e di perdere l’uomo che ama.

Mamma, anzi Gisella, non vuole si sappia in giro che sono sua figlia, conti alla mano la genitorialità potrebbe rivelarne l’età, che tiene segreta con una cura che a Fatima le invidiano di sicuro.

Altra figura importante per Carlotta è la zia Sandra, sorella del padre, sempre pronta ad aiutarla, confortarla e spalleggiarla in qualsiasi situazione. Una donna forte, in grado di superare a testa alta tutti i momenti bui senza perdere mai il suo contagioso e rassicurante sorriso.

Infine vi è Michele, il padre della protagonista, colui che le ha trasmesso la passione per De André, che le ha fatto scoprire luoghi meravigliosi e la persona con cui più si è divertita da piccola.

Papà mi fece conoscere De André, aveva delle vecchie cassette che ancora funzionavano e le metteva la sera mentre mangiavamo la pizza nei cartoni seduti sul divano, per me era una festa.

Bisogna dire che, in “La ragazza che ascoltava De André”, la Faè è molto attenta ai dettagli e ai particolari, per cui ogni luogo, che sia una città o una stanza, ogni situazione ed ogni momento viene descritta fedelmente e minuziosamente, comprese le emozioni e le sensazioni provate dai vari personaggi.

I temi trattati in “La ragazza che ascoltava De André” sono molti, tra cui il divorzio e tutto ciò che ne concerne, l’omosessualità, i pregiudizi, la forza d’animo, l’abbandono, il rapporto tra genitori e figli, la perdita di una persona cara, la fiducia, il rancore, l’amore, i rimpianti.

Lo stile dell’autrice è molto fluido, garbato e la sua scrittura semplice e soprattutto scorrevole, elementi che contribuiscono a rendere la storia ancora più piacevole.
Tanti sono i messaggi nascosti tra le pagine di “La ragazza che ascoltava De André”, in primis quello di non disperarsi per il passato, per ciò che poteva essere ma non è stato. Bisogna circondarsi di persone che credono in noi, lasciare andare coloro che non arrivano per restare e guardare al futuro con fiducia ed ottimismo perché prima o poi la felicità arriva e Carlotta ne sa qualcosa.

Infine spegniamo i telefoni e accendiamo il motore della vacanza, sintonizzando il cuore su un unico concetto: volersi bene ed esserci una per l’altra.
Sempre.



Il nostro giudizio:


TramaVoto 5


StileVoto 5


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